Nella pratica quotidiana è sempre più difficile – ancorché fondamentale quando si deve trattare una patologia cronica – comunicare con i pazienti, specie quando si tratta di bambini in tenera età. Ciò avviene in parte per l’inevitabile filtro creato dai genitori che si frappongono spesso fra noi e il bambino, ma anche per una presunta mancanza del tempo necessario a spiegare patologie di non facile comprensione, quale può essere la malattia diabetica, a causa del ricorso a discorsi frettolosi e spesso confusi che alimentano, anziché sedare, l’inevitabile paura della malattia.
In questo contesto, come sperimentato in altre situazioni, responsabilizzare il bambino attraverso un dialogo diretto è un’ottima soluzione, che contribuisce a quella educazione terapeutica che nel diabete giovanile è una delle carte vincenti per una gestione corretta della malattia, allo scopo di prevenire o ridurre le complicanze che si presenteranno in età adulta.
E cosa c’è di meglio che un discorso a portata di bambino quale è una favola?