Il procedimento potrebbe sostituire l'amniocentesi: costa 200mila dollari ma è in arrivo un test più economico
MILANO - Un team di ricercatori cinesi dell'Università di Hong Kong ha mappato interamente, per la prima volta, il genoma di un feto, segnando un possibile punto di svolta nel campo delle diagnosi prenatali.
LEGAMI DI SANGUE - Già nel 1997 il team di ricercatori, guidato dal dottor Dennis Lo, aveva dimostrato che nel plasma sanguigno materno (il plasma è la parte liquida del sangue nella quale sono immerse le cellule ematiche) è sospesa una quantità di Dna fetale stimabile attorno al dieci per cento. Il genoma del nascituro entra nel circolo sanguigno materno in seguito allo smaltimento di cellule morte che attraversano la placenta e lo studio dei frammenti di Dna consente di determinare il gruppo sanguigno del nascituro e di scoprire malattie cromosomiche come la sindrome di Down. Ma individuare le piccole porzioni di Dna che galleggiano nel sangue materno non consente di ricostruire l'intera sequenza del genoma fetale.






La percentuale del rischio di aborto scende dall'1% allo 0,3-0,5%. «Farmaci non pericolosi per il nascituro»
Antidolorifici e analgesici pericolosi per l’apparato riproduttivo del nuovo nascituro
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