Le emozioni in gravidanza influiscono sul bambino nella pancia
Provare emozioni è naturale, ma lo è ancora di più in gravidanza quando la tempesta ormonale influisce sull’altalenarsi di queste. Che al bambino potesse "arrivare qualcosa" da queste situazioni si era già ipotizzato, ma per capire meglio cosa accadesse quando anziché cibo per lo sviluppo del feto a questi arriva cibo per la mente, i ricercatori giapponesi dell’Università di Nagasaki hanno condotto uno studio su 24 donne in gravidanza.
I ricercatori hanno sottoposto le volontarie alla visione e all’ascolto di quattro videoclip.
A un primo gruppo di donne formato da 10 di queste è stato fatto vedere un videoclip allegro tratto dal musical “The Sound of Music”. Alle 14 donne in gravidanza rimanenti è stato fatto vedere un videoclip tratto da “The Camp” dove un ragazzo piangeva la morte del padre.
Tutti i videoclip sono stati intervallati da altri due “neutrali”, cioè né tristi né allegri, in modo che il dottor Kazuyuki Shinohara e colleghi potessero misurare eventuali modifiche nei movimenti fetali.
Secondo quanto riportato da “New Scientist”, per garantire una risposta emozionale maggiore, l’ascolto è stato favorito dall’uso di cuffie stereo ad alta fedeltà. Allo stesso modo, si è potuto misurare unicamente le emozioni trasmesse attraverso la persona anziché il suono attraverso la pancia: questo perché «i feti possono ascoltare dal terzo trimestre di gravidanza», ha spiegato il dr. Shinohara.
I dati raccolti per mezzo degli ultrasuoni hanno potuto dimostrare che quando le donne assistevano al videoclip allegro il feto ha mosso molto di più braccia a gambe rispetto a quando la mamma guardava e ascoltava il clip neutro.
Al contrario, quando la mamma vedeva e ascoltava il clip triste il feto restava quasi immobile.
Anche se non è del tutto chiaro il perché se una madre si sente allegra o felice questo faccia sì che anche il bambino si muova di più, è probabile che alla base di tutto ciò vi siano i diversi ormoni che sono secreti durante le diverse situazioni. Allo stesso modo, in caso di tristezza o paura l’ormone epinefrina può fare la sua parte, concludono i ricercatori.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “Journal of Physiological Sciences”.
(lm&sdp)
Fonte: Stampa







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