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Gravidanza sicura per le donne con diagnosi di cancro al seno

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Le donne possono ridurre la mortalità con una gravidanza

La preoccupazione che una donna operata al seno o sopravvissuta potesse avere problemi o, peggio, mettere a rischio la propria vita da una gravidanza è stata ridimensionata da un nuovo studio congiunto tra ricercatori belgi e italiani che, in più, mostra come avere una gravidanza dopo essere state operate riduca il rischio di morte prematura.

Il dottor Hatem A. Azim Jr. del Dipartimento di Oncologia Medica presso l’Istituto Jules Bordet (Bruxelles, Belgio), e i suoi colleghi in Italia, hanno analizzato i risultati di 14 studi condotti tra il 1970 e il 2009. Questi, nel complesso, hanno coinvolto 1.417 donne in gravidanza con una storia di cancro al seno e 18.059 donne con una storia di cancro al seno che non erano in stato di gravidanza.

Dall’analisi dei dati si è trovato che le donne rimaste incinte dopo una diagnosi di carcinoma mammario presentavano una riduzione del 42% del rischio di morte prematura rispetto alle donne, anch’esse sopravissute, che non avevano avuto in seguito una gravidanza.

Lo studio è stato presentato alla settima Conferenza Europea sul Cancro al Seno ed è stato condotto a seguito della considerazione che sempre più donne esprimevano il desiderio di poter avere figli dopo essere state malate di cancro al seno. Tuttavia i timori ne hanno spesso fermato le intenzioni. Questi timori sono giustificati dal fatto che non si avevano notizie al riguardo e se questo potesse essere pericoloso per la salute dato che le modifiche ormonali associate alla gravidanza, con particolare incremento degli estrogeni, sono state sospettate di indurre recidive del cancro o aumentarne l’aggressività qualora fosse ancora presente.
«I nostri risultati dimostrano chiaramente che la gravidanza è sicura nelle donne con una storia di tumore della mammella, trattate con successo. C’è una percezione a livello della comunità oncologica che le donne con storia di cancro al seno non dovrebbero avere una gravidanza per paura che la gravidanza aumenti il rischio di recidive per mezzo della stimolazione ormonale. Questa meta-analisi si oppone con forza contro questo concetto», ha dichiarato il dottor Azim.
(lm&sdp)

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 29 Marzo 2010 12:47  
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