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Trombosi venosa in gravidanza: il lato sinistro ne è più soggetto

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La gamba sinistra è quella più colpita dalla trombosi venosa profonda

La cosiddetta trombosi venosa profonda (TVP) in gravidanza è una delle complicazioni più gravi relative all’apparato venoso. Si verifica di solito nel terzo trimestre ed è caratterizzata in genere da una aumentata coagulabilità del sangue. Questa è legata a eventi scatenanti come una scarsa mobilità, un trauma, precedenti varici. Può anche verificarsi dopo il parto o a causa di un taglio cesareo. La trombosi venosa profonda, insieme all’embolia polmonare rappresentano due delle principali cause di mortalità materna in ostetricia.

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista “CMAJ” (Canadian Medical Association Journal) afferma che questa condizione si verifica con maggiore frequenza sul lato sinistro del corpo, interessando in genere la gamba sinistra della donna in gravidanza.
«Nelle pazienti non gravide, la TVP - la formazione di un coagulo di sangue - è più comune nelle vene del polpaccio. Questa revisione è stata condotta per verificare se anche questo è il caso delle donne in gravidanza, al fine di limitare le procedure diagnostiche, come radiografie, a causa degli effetti sul feto», ha dichiarato un co-autore dello studio, dottor Wee-Shian Chan del Women’s College Hospital (Canada).

Lo studio revisionale ha esaminato 1.098 documenti, di cui solo 6 soddisfacevano i criteri d’inclusone. Tuttavia, nonostante il numero ridotto di studi in questo settore si è potuto rilevare come la TVP profonda prossimale, e in particolare quella affliggente il lato sinistro, siano comuni proprio in gravidanza.
A motivo di ciò, i ricercatori suggeriscono che fino a quando le prospettive diagnostiche siano disponibili per le pazienti in stato di gravidanza, può essere prudente procedere a un esame di routine del sistema ilio-femorale quando una paziente in stato di gravidanza si presenti con una sospetta trombosi venosa profonda. Tutto questo potrebbe servire a scongiurare eventuali peggioramenti o gravi conseguenze.
(lm&sdp)

Fonte: La Stampa

 
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