Fino a sei volte di rischio in più per il bambino se la mamma assume alcol
Anche se è risaputo che fumare o bere in gravidanza può mettere a rischio la salute di mamma e bambino - nonché avere effetti negativi sulla gravidanza stessa - può capitare che per motivi diversi qualche donna non prenda precauzioni. Tra i vari pericoli cui si potrebbe esporre il nascituro assumendo alcol, si aggiunge il rischio di sviluppare l’epilessia.
L’epilessia è una forma neurologica cronica spesso grave, caratterizzata da crisi convulsive che possono anche avere connotati mortali. È una malattia spesso invalidante.
In un nuovo studio ricercatori hanno scoperto che i bambini esposti all’alcol durante la gestazione soffrono di una condizione detta Disturbo dello Spettro Fetale Alcolico (FASD) e hanno 6 volte un maggiore rischio di sviluppare l’epilessia.
Il canadese dottor James Reynolds del Centro per gli Studi di Neuroscienze della Queen's University di Kingston e co-autore dello studio ha detto che questa ricerca, anche se non conferma un collegamento diretto, supporta la tesi secondo cui l’esposizione del feto all’alcol può predisporre un cervello ancora immaturo al futuro sviluppo dell’epilessia.
In questo studio i ricercatori hanno esaminato le storie riguardanti 425 soggetti in cura presso due cliniche per la FASD, per cercare di stabilire un’eventuale correlazione tra l’assunzione di alcol o droghe durante la gravidanza e lo sviluppo nel tempo da parte del nascituro dell’epilessia o di situazioni caratterizzate da convulsioni.
«Stabilire un legame diretto tra queste condizioni cliniche sarà una sfida difficile data la nostra comprensione incompleta di come l’etanolo provochi danni al cervello in via di sviluppo e quali cambiamenti neuropatologici nel tessuto cerebrale portino allo sviluppo di diversi tipi di epilessia», ha aggiunto il dr. Reynolds.
Precedenti ricerche avevano già indicato un legame tra l’assunzione di alcol durante la gravidanza e i tassi di alcolismo, abuso di droghe, depressione, malattia di Parkinson e ictus nei soggetti esposti a queste sostanze durante il periodo fetale.
(lm&sdp)
Fonte : La Stampa







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