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In gravidanza «riabilitate» uova e bistecche

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Secondo uno studio sugli animali il loro contenuto in colina sarebbe utile per il cervello del bambino

MILANO - In America e in Inghilterra i dati pubblicati a gennaio sul FASEB Journal da alcuni ricercatori dell'università del North Carolina sono stati salutati con particolare piacere: secondo gli autori, infatti, c'è una scusa in più per indulgere nella tipica colazione anglosassone a base di uova e pancetta durante i nove mesi della gravidanza. Perché uova, carne e frutta secca contengono molta colina, un costituente fondamentale delle membrane cellulari che stando ai risultati del loro studio sarebbe molto utile al bambino per lo sviluppo della memoria.

TOPOLINI – In realtà ci sono da mettere un sacco di «puntini sulle i», primo fra tutti il fatto che si parla di esperimenti sui topolini: i ricercatori hanno nutrito due gruppi di topine incinte in maniera diversa, con o senza colina, in una finestra temporale durante la quale si sviluppa l'ippocampo, una parte del cervello molto importante per i processi di memoria. Poi hanno esaminato i cervelli dei piccoli, scoprendo che quelli che non erano stati esposti alla colina manifestavano nell'ippocampo alterazioni epigenetiche, ovvero nella funzione e non nella struttura dei geni, a livello dei geni responsabili della formazione di nuove cellule cerebrali. In conseguenza a questa diversa attività genetica, in assenza di colina due proteine che regolano la formazione e la maturazione dei neuroni erano meno abbondanti. Tradotto dal medichese, significa che le mamme private di colina davano alla luce topini con un'area della memoria meno matura e meno ricca di cellule.

COLINA – Nessuna donna incinta potrebbe trovarsi nella situazione delle topoline, del tutto priva di colina dalla dieta; certo però i dati degli statunitensi sembrano suggerire la particolare importanza di questa sostanza, che perciò sarebbe opportuno non farsi mancare mangiando appunto regolarmente carne, uova e frutta secca durante l'attesa. Steven Zeisel, l'autore dello studio, sottolinea che «la colina presente nella dieta della gestante può cambiare le funzioni di geni che controllano lo sviluppo del cervello: dobbiamo capire meglio come la dieta modifica i nostri geni e la loro attività, così da assicurarci fin dalla vita fetale tutti i nutrienti più importanti per una crescita corretta». Gerald Weissmann, direttore del FASEB Journal, ha commentato: «Questi risultati indicano una volta di più quanto sia fondamentale una corretta nutrizione durante la gravidanza». Ma quanta colina bisogna introdurre? Secondo le indicazioni dell'Agricultural Research Service americano, alle donne ne occorrono 425 milligrammi al giorno, agli uomini 550: per sapere quanta colina mangiamo quotidianamente e capire se ci avviciniamo o meno ai livelli raccomandati, può essere utile il database del Laboratorio Nutrienti dell'Agricultural Research Service, nel quale si trova il contenuto di colina di circa 400 alimenti.

Elena Meli

Fonte: Corriere della Sera

 
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