La fecondazione assistita: questa settimana sembra non si parli d’altro. Tra tante critiche provenienti dal mondo cattolico al premio Nobel assegnato a Robert Edwards, fisiologo ideatore della fecondazione in vitro, si è inserita oggi un’obiezione di costituzionalità riguardo la Legge 40/2004.
Il caso nasce dalla richiesta di una coppia fiorentina di poter ricorrere alla fecondazione eterologa vietata da questa normativa. Il giudice a cui si sono rivolti ha rimesso la decisione alla Consulta.
Negli ultimi anni, si è assistito all’aumento delle nascite conseguenti a Pma (procreazione medicalmente assistita), come pure si è innalzata l’età media delle donne che hanno deciso di sottoporsi a questa tecnica. Purtroppo però secondo i dati presentati di recente dall’Eshre (Società europea di riproduzione umana ed embriologia) è in crescita anche il numero di coppie italiane che si rivolge a strutture straniere, emigra pur di poter avere un figlio.
Tra le cause principali di questo “turismo procreativo” le limitazioni della legge stessa. In primis appunto la possibilità di sottoporsi ad una fecondazione eterologa, cioè fatta con seme di donatore. Ma ecco in succo cosa dice la tanto criticata Legge italiana sulla fecondazione assistita e quali sono stati i suoi aggiustamenti successivi.
1. L’accesso alle tecniche di fecondazione è consentito solo a coppie in età potenzialmente fertile, formate da persone di sesso diverso, per problemi di sterilità ed infertilità, nel caso non si trovino altre possibilità terapeutiche. Nel 2008 una modifica stabilisce la possibilità di rivolgersi a PMA anche nei casi in cui l’uomo sia portatore di pericolose malattie virali sessualmente trasmissibili, come l’Epatite B e C o l’HIV. Tali patologie sono state dunque riconosciute equivalenti a casi di infertilità. Permane il divieto per single, mamme-nonne, e fecondazione post-mortem.
2. Si vieta l’eterologa, cioè il ricorso al seme di una persona esterna alla coppia. E’ su questo punto che ruota il caso di oggi. In caso di sterilità, dovuta come nel caso di Firenze a totale mancanza di spermatozoi, viene preclusa in Italia la possibilità di sottoporsi alla fecondazione assistita, proprio perché servirebbe il seme di un donatore esterno.







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