Uno studio conferma l'efficacia di alcuni probiotici nel trattamento di questo disturbo diffusissimo tra i neonati
MILANO - Avete appena partorito e siate già alle prese con le coliche del piccolo? Non disperate, forse potreste trovare un valido alleato nei probiotici, batteri «amici» dell’intestino più comunemente conosciuti come fermenti lattici. Uno studio condotto presso l’ospedale Regina Margherita di Torino, pubblicato di recente sulla rivista Pediatrics, segnala in particolare l’efficacia del Lactobacillus reuteri somministrato ai bimbi di donne che allattano al seno e ne chiarisce il meccanismo d’azione.
BENEFICI - Lo studio è stato condotto su 50 bimbi: a metà sono state somministrate 5 gocce di Lactobacillus reuteri al giorno per 21 giorni, mentre l’altra metà ha assunto un placebo. La supplementazione con questo probiotico ha apportato evidenti benefici ai piccoli, diminuendo significativamente il pianto che accompagna le coliche. Non solo, analizzando la flora intestinale dei due gruppi di lattanti, i ricercatori italiani hanno potuto appurare che la somministrazione del lactobacillo favorisce un aumento delle specie batteriche benefiche (lactobacilli) a scapito di microrganismi patogeni (coliformi). I nuovi dati vanno così a confermare i risultati positivi di un precedente studio condotto dagli stessi ricercatori in cui l’efficacia del Lactobacillus reuteri era stata confrontata con quella del simeticone, il principio attivo contenuto nel farmaco più comunemente usato in caso di coliche. Questa precedente ricerca aveva evidenziato che, dopo un mese di trattamento, il tempo medio delle crisi di pianto diminuiva del 70-75 per cento nei piccoli trattati con il lactobacillo, rispetto al 25-30 per cento del gruppo trattato con simeticone.
CAUSE DELLE COLICHE - Le coliche infantili sono molto comuni e spesso motivo di allarme e preoccupazione, in particolar modo nei genitori alle prime armi. Per far fronte al pianto straziante del proprio piccolo si prova un po' di tutto, ma purtroppo i risultati sono raramente soddisfacenti. Ma che cosa c’è sotto questo disturbo e perché sembra così difficile tenerlo a bada? «Sebbene siano stati condotti molti studi per individuare le possibili cause, non si è ancora giunti a una conclusione chiara - premette Francesco Savino del Dipartimento di Scienze pediatriche dell’ospedale infantile Regina Margherita nonché coordinatore della ricerca -. È stato ipotizzato il ruolo di diversi fattori tra cui un’eccessiva produzione di gas, disturbi della motilità intestinale, alterazioni ormonali, aspetti comportamenti del bimbo, fumo dei genitori. Negli ultimi anni l’attenzione si è concentrata sul ruolo della microflora intestinale. Si è infatti visto che i neonati che soffrono di coliche presentano una flora diversa che potrebbe essere coinvolta nell’aumento del meteorismo che si riscontra tipicamente nei piccoli. Da qui l’idea di somministrare specifici probiotici come il Lactobacillus reuteri per riequilibrare la flora intestinale e contrastare le coliche».
SUGGERIMENTI - «Fino ad ora il Lactobacillus reuteri - puntualizza Savino - è stato utilizzato sotto forma di integratori soprattutto nei bimbi allattati al seno. Tuttavia potrebbe rivelarsi utile anche a scopo preventivo e nei lattanti allattati artificialmente». L’arsenale contro le coliche può quindi contare su un nuovo alleato. Che dire invece di tutti quei consigli anti-colica, dalle modificazioni della dieta della mamma che allatta a massaggi e bagni caldi, che vengono spesso dati alle neomamme? Hanno senso o non portano da nessuna parte? «Il primo approccio alle coliche deve essere di tipo comportamentale. In pratica bisogna cercare di rassicurare i genitori, regolarizzare i pasti e l’alvo - spiega Savino -. Il pediatra, visitato il bambino e verificata l’assenza di altre cause di pianto (quali otalgie, cistiti o reflusso gastresofageo) deve spiegare ai genitori che si tratta di un disturbo transitorio dovuto all’immaturità intestinale e che si risolverà dopo i 3 mesi. I potenziali rimedi per il trattamento delle coliche, di cui sia documentata scientificamente l’efficacia, sono veramente pochi. In un primo momento spesso si prova a intervenire sull’alimentazione della mamma che allatta: può essere consigliata, dal pediatra, una dieta per ridurre i potenziali cibi allergizzanti (soprattutto latte vaccino e formaggi). Tale dieta può essere suggerita per un periodo di almeno 2 settimane necessarie per valutarne l’efficacia. Chiaramente diete troppo restrittive alla nutrice vanno evitate. Talora i genitori stessi ricorrono a terapie complementari o alternative, ma sono necessarie evidenze scientifiche prima di indicare questi rimedi in bambini cosi piccoli. Anche le tisane a base di formulazioni di erbe vanno evitate. I dati raccolti fino ad ora sul Lactobacillo reuteri ne confermerebbero invece l’utilità come primo approccio sicuro nei lattanti con coliche infantili».







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