Un basso punteggio derivato dalla valutazione della vitalità e dell’efficienza delle funzioni principali del neonato, al momento della nascita, è stato collegato alla paralisi cerebrale. Lo studio
L’indice di Apgar prende il nome dalla professoressa Virginia Apgar, che, nel 1953, propose questo test di valutazione per la prima volta. Con questo test si ottiene in modo rapido e semplice una valutazione delle condizioni del bambino alla nascita.
Per mezzo del test si ottiene un punteggio derivato dall’analisi di cinque criteri fondamentali: la carnagione, la frequenza cardiaca, la reazione agli stimoli, il tono muscolare e la respirazione. Ogni criterio ottiene una valutazione da 0 a 2. Poi i cinque valori vengono sommati per ottenere un punteggio da 0 a 10.
Un punteggio che vada al di sotto del 3 è generalmente considerato critico; quello che va da 4 a 6 basso e quello da 7 a 10 normale.
Ora, questo nuovo studio pubblicato sul British Medical Journal (BMJ), suggerisce che vi sia un collegamento tra la paralisi cerebrale – una malattia rara – e un basso punteggio Apgar.
Questa grave patologia colpisce 2-3 bambini ogni mille.
I dati raccolti dal dottor Groholt e colleghi e che facevano parte del Medical Birth Registry of Norway e del Norwegian Registry of Cerebral Palsy in Children, mostrano che la paralisi cerebrale si verificava con maggior frequenza nei bambini con un basso punteggio Apgar ma che erano nati a termine gravidanza e di peso normale. Al contrario, nei bambini nati pretermine e con basso peso alla nascita i risultati sono stati contrastanti.
I bambini oggetto dello studio sono stati 543.064 ed erano nati tra il 1986 e il 1995. Di questi, 988 hanno sviluppato la paralisi cerebrale prima dei cinque anni di età – una media di 1,8 su mille bambini.
I dati hanno ancora mostrato che vi era una netta prevalenza di casi di paralisi cerebrale nei bambini che avevano ottenuto un punteggio di Apgar alla nascita inferiore a 3. Nello specifico la prevalenza è stata di 100 volte superiore ai bambini con punteggio 10. Come accennato, l’associazione è stata maggiore nei bambini con regolare peso alla nascita, piuttosto che quelli con basso peso.
La maggioranza di casi ha riguardato la tetraplegia, ossia una situazione che coinvolge tutti gli arti e che rende il bambino non-autosufficiente e pregiudica gli spostamenti, l’alimentazione, il vestirsi l’espletare i bisogni fisiologici.
«Nonostante la considerevole associazione tra un basso punteggio Apgar e la paralisi cerebrale, è incoraggiante il fatto che quasi il 90% dei bambini con un punteggio di Apgar inferiore a 4 alla nascita non hanno sviluppato la paralisi cerebrale», sottolineano i ricercatori norvegesi.
Se il basso punteggio alla nascita pare determinante per poter predire la possibilità che il bambino sviluppi in seguito questa patologia, è anche probabile che questo basso punteggio possa essere interpretato come un indicatore di danno cerebrale che si è verificato durante la gravidanza o il parto, concludono gli scienziati.







Centri Procreazione Esteri