Un nuovo metodo per eliminare i liquidi tossici dal cervello
Un’emorragia cerebrale che si sviluppi nei neonati, in particolare quelli nati pre-termine, può avere effetti devastanti o comunque provocare disabilità.
Intervenire tempestivamente ed efficacemente può permettere di salvare il neonato da morte o disabilità permanente. Nella ricerca di soluzioni adeguate è stato messo a punto un nuovo metodo che permette un lavaggio del cervello per eliminare i liquidi tossici, e di cui ne riportano i risultati sulla rivista scientifica American Academy of Pediatrics i ricercatori dell’Università di Bristol guidati dal prof. Andrew Whitelaw, neonatologo e dal prof. Ian Pople neurochirurgo pediatrico presso il North Bristol NHS Trust.
Una delle conseguenze più ricorrenti e temute derivanti da un parto prematuro è proprio la possibilità che si verifichi un’emorragia che interessa i ventricoli posti al centro del cervello. Questa situazione può mettere in serio pericolo il cervello in via di sviluppo come quello del neonato. Tra i vari problemi che possono sorgere vi è una paralisi cerebrale e conseguenti gravi problemi di apprendimento.
Questo fenomeno è accompagnato dalla presenza di liquidi potenzialmente tossici per il cervello del neonato e si manifesta in genere con l’accrescimento evidente della testa: evento che prende il nome di idrocefalo.
«I bambini prematuri sono particolarmente a rischio emorragie, perché a metà gravidanza il feto ha molti vasi sanguigni fragili al centro del cervello. Questi vasi sanguigni si restringono a termine gravidanza e l’emorragia è rara nei bambini nati a 40 settimane», ha dichiarato Whitelaw.
I metodi utilizzati finora prevedono l’utilizzo di aghi che vengono infissi nella spina dorsale o nella testa per aspirare i liquidi. Tuttavia con questo metodo non si riesce a ridurre la mortalità, la disabilità o migliorare altri aspetti della salute di questi neonati vittime dell’emorragia cerebrale.
Valutando i dati di 77 bambini nati pre-termine tra il 2003 e il 2006 e con diagnosi di emorragia cerebrale sottoposti a terapia standard o a questo nuovo trattamento, dopo essere stati suddivisi in due gruppi, si sono mostrati differenti risultati. In particolare tra i 39 bambini sottoposti al nuovo trattamento detto Drainage, Irrigation and Fibrinolytic Therapy (DRIFT), si sono verificati 21 casi di morte o disabilità. Mentre tra i 38 trattati con il metodo standard si sono verificati 27 casi di morte o disabilità.
Tra i sopravvissuti, quelli sottoposti al trattamento DRIFT nei test di valutazione delle disabilità hanno ottenuto un punteggio migliore rispetto a quelli trattati con il metodo standard, per cui i ricercatori valutano questi dati come statisticamente e clinicamente significativi, suggerendo che questo nuovo metodo sia preferibile alla tecnica usuale.
(lm&sdp)
Fonte: La Stampa







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