SPAGNA - Fecondazione assistita. Il primo bimbo da un embrione intelligente
Venerdì 12 Novembre 2010 00:00
Salute Aduc
Il problema piu' importante nella fecondazione assistita sono i parti plurigemellari, per cui su questo aspetto si sono concentrate diverse ricerche per evitarlo. Ieri l'Instituto Valenciano di Infertilidad ha presentato Juan, il primo bimbo nato da un'incubatrice (Embryoscope) che consente di osservare l'embrione dal momento della fecondazione in vitro fino al trasferimento nell'utero.
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Rivoluzione nella fecondazione in vitro
Domenica 24 Ottobre 2010 00:00
Libero
Attraverso la selezione genetica, possono aumentare i tassi di natalità, un successo dell'Eshre diretto dall'italiano Luca Gianaroli.
La notizia doveva essere segreta fino a lunedì ma ‘l’embargo’ è stato tolto. Sono nati i tre bambini, figli del primo studio di selezione genetica prima della fecondazione in vitro. Due gemelle sono nate in Germania a giugno mentre un maschietto è nato a settembre in Italia. La ricerca è stata realizzata dall’Eshre, la Società europea per la riproduzione umana e l’embriologia.
Uno dei centri che hanno partecipato alla sperimentazione è il Sismer di Bologna. “Tutti i neonati e le loro madri stanno bene sia per peso che per sviluppo” ha dichiarato Cristina Magli, embriologa dell’istituto emiliano. L’altro centro è a Bonn, nel nord-ovest della Germania.
Dopo la fecondazione in vitro, bere un caffè protegge dalle complicanze
Mercoledì 20 Ottobre 2010 00:00
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La caffeina pare possa ridurre il rischio di complicanze a seguito della fecondazione in vitro che possono anche mettere in pericolo la vita della donna
La cosiddetta FIV o fecondazione in vitro è uno dei metodi più diffusi per riuscire a ottenere una gravidanza quando non vi siano le condizioni normali per farlo.
Questo processo però non è esente da rischi. Uno di questi è la dilatazione dei vasi sanguigni con una possibile conseguente fuoriuscita del sangue nei tessuti. Tutto ciò sarebbe causato dai farmaci utilizzati per stimolare le ovaie. Questo disturbo è chiamato sindrome da iperstimolazione ovarica o OHSS e colpisce almeno un terzo delle donne che si sottopongono alla FIV.
Medicina, il Nobel a Edwards padre della fecondazione in vitro
Sabato 16 Ottobre 2010 00:00
Repubblica
Lo scienziato britannico, 85 anni, nel 1968 mise a punto con Steptoe (morto 22 anni fa) la tecnica Fivet che da allora ha permesso la nascita di 4 milioni di bambini per coppie con problemi di fertilità. Di fronte alle critiche ripeteva: "Avere un bambino è la gioia più grande"
ROMA - Robert Edwards, "papà" di oltre 4 milioni di bambini sparsi in tutto il mondo, era già un uomo soddisfatto. Ma lunedì mattina ha avuto la gioia aggiuntiva di vincere il premio Nobel per la medicina per aver messo a punto la tecnica della fecondazione in provetta. Era il 1968 quando Edwards, medico inglese che svolgeva le sue ricerche all'università di Cambridge, riuscì per la prima volta a fecondare un ovulo umano al di fuori del corpo di una donna, unendolo a uno spermatozoo in provetta. Dieci anni dopo, grazie ai suoi studi, nacque finalmente una bambina, Louise Brown, che il 14 luglio del 2008 ha compiuto trent'anni festeggiando insieme ad altre centinaia di persone nate dopo di lei grazie alla fecondazione in vitro, e a suo figlio Cameron, concepito in maniera naturale.
«Io, prima italiana concepita in vitro, ringrazio Edwards e studio Embriologia»
Sabato 16 Ottobre 2010 00:00
Messaggero
NAPOLI (5 ottobre) - E' lei la prima bimba italiana, la terza nel mondo, nata grazie a lui: il neo premio Nobel per la Medicina Robert Edwards. I suoi studi sulla fecondazione assistita hanno reso possibile quel “miracolo” che si chiama Alessandra Abbisogno. Alle 18,45 dell’11 gennaio 1983 quel fagottino di 2 chili e 800 grammi è venuto alla luce, nella clinica Villa Alba ad Agnano. A compiere la storica impresa, primo in Italia, Vincenzo Abate, il ginecologo napoletano pioniere della fecondazione in vitro. Ed evidentemente il mistero, qualcuno lo ha anche chiamato miracolo, della sua nascita ha anche condizionato le sue scelte. Alessandra, oggi una bella ragazza di 27 anni, si è infatti appena laureata a luglio in Biologia, specializzandosi proprio in Embriologia. Doppia quindi la sua gioia: come persona a cui lo scienziato britannico con i suoi studi ha ”donato la vita” e come studiosa, ammirata dai risultati di anni di ricerca e i risvolti medici di tanto lavoro.
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