Fare sesso ogni giorno per una settimana è un’ottima terapia contro l’infertilità. Un recente studio dimostra che per migliorare la qualità degli spermatozoi, soprattutto a fini riproduttivi, è necessario fare sesso per sette giorni prima dell’ovulazione.
L’interessante ricerca è stata presentata ad Amsterdam durante il 25° meeting annuale dell’European Society of Human Reproduction and Embriology e ribalta l’antica credenza per la quale l’astinenza aumentava la chance di avere bambini. Fino a questo momento, la maggior parte degli specialisti della fertilità consigliava alle coppie con problemi di concepimento l’astensione dall’avere rapporti sessuali troppo frequenti. Ciò era motivato dal fatto che non avere rapporti sessuali aumenterebbe il numero di spermatozoi e quindi le possibilità di concepimento. Il nuovo studio dimostra che ciò non è sempre sufficiente.
Il Dr.David Greening, del Centro australiano per l’inseminazione artificiale e autore dello studio, ha affermato: “Tutto ciò che sapevamo era che il rapporto sessuale nel giorno dell’ovulazione offriva la migliore possibilità di ottenere una gravidanza, ma non sapevamo cosa consigliare nei giorni che precedono l’ovulazione. Ora sappiamo che l‘eiaculazione frequente è un meccanismo fisiologico per migliorare il DNA dello sperma, mantenendo comunque gli spermatozoi a un livello normale di capacità riproduttive“.
Il Dr Greening ha analizzato lo sperma di 118 uomini con forti anomalie al DNA dei loro spermatozoi. Attraverso uno speciale indice, DNA Fragmentation Index (DFI, Indice di Frammentazione del DNA), è possibile misurare la qualità del liquido seminale. In generale, si ritiene che lo sperma con DFI < 15% sia eccellente, con DFI tra il 25-29% sia accettabile e con DFI > 29% sia di scarsa qualità. Gli uomini che hanno partecipato all’esperimento hanno dovuto avere eiaculazioni per sette giorni consecutivi. Inizialmente, il loro livello di DFI spermatico misurava tra il 15% e il 98%, con una media del 34% (misurato dopo tre giorni di astinenza). Alla fine dell’esperimento, si è costatato che 96 uomini avevano avuto una riduzione del danno nel DNA spermatico del 12% mentre 22 uomini avevano avuto un aumento dello stesso pari al 10% di DFI. In media il danno dell’intero gruppo era calato al 26% di DFI. Dopo una settimana di attività risulta accresciuta anche la mobilità degli spermatozoi, un altro elemento importante per la fecondazione.
“Ora resta da capire, con ulteriori ricerche, se il miglioramento della qualità dello sperma possa poi di fatto trasformarsi in un più elevato tasso di gravidanza”, dice il Dr. Greening. Ricerche precedenti avevano già dimostrato che una correlazione significativa esisteva fra difetto di DNA spermatico e gravidanze. Questa scoperta dimostra che il ruolo degli uomini nella fertilità non è poi così secondario rispetto a quanto ritenuto in passato e che la frequenza delle eiaculazioni migliora la qualità dello sperma, specialmente quando gli uomini non sono più così giovani e durante i cicli di riproduzione assistita.
Il Dr Greening ritiene che la ragione per cui la qualità dello sperma migliori con una frequente eiaculazione è perché lo sperma in questo modo è molto meno esposto, nei dotti testicolari e nell’epididimo, ad alcune piccole molecole di ossigeno, presenti in grande quantità, che possono danneggiare le cellule. Non si capisce invece cosa accada nel piccolo campione di uomini che, con la frequente eiaculazione, vedono ulteriormente peggiorare il loro difetto spermatico.
Se il sesso quotidiano riduce la quantità degli spermatozoi prodotti (da 180 a 70 milioni), migliora d’altra parte la loro qualità ai fini riproduttivi. Non bisogna però eccedere. Per aumentare le probabilità di concepimento, l’ideale è avere rapporti sessuali nei sette giorni che precedono l’ovulazione. Non di più perché, superando questa soglia, la quantità di liquido seminale si riduce troppo.







Centri Procreazione Esteri