Il professore Andrea Genazzani, presidente del congresso, ha spiegato che «il cammino per questo tipo di trattamento è stato avviato 50 anni fa da parte del professor Bruno Lunenfeld, che domani terrà una lettura magistrale al nostro incontro. A lui si deve la scoperta delle gonadotropine, sostanze utilizzate in tutto il mondo per stimolare ovaio e testicoli e indurre la gravidanza. In Italia sono state usate in oltre 200mila cicli nel triennio 2005-2008 e hanno permesso a oltre 21mila bambini di nascere».
Il contributo delle suore - Incredibilmente alle nascite hanno contribuito anche le suore del Vaticano: «In Italia per ottenere gonadotropine di estrazione urinaria da donne in menopausa furono utilizzate le loro urine. In questo modo le religiose contribuirono a rendere fertili un gran numero di donne che non riuscivano a concepire. L'evoluzione delle tecniche ha reso poi possibile riprodurre le gonadotropine in vitro con procedure di ingegneria genetica, inserendo i geni che codificano le proteine in batteri da cui sono state estratte le gonadotropine ricombinanti».








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