Riduzione degli effetti collaterali e più efficacia nel controllo della dismenorrea
«Ci auguriamo che il farmaco fornirà una soluzione più efficace per il trattamento di milioni di donne in tutto il mondo con questa dolorosa condizione», ha dichiarato il dottor Andrzej R. Batt che ha condotto uno studio sperimentale su un nuovo farmaco per conto della casa farmaceutica del Regno Unito, Vantia Ltd.
Questo nuovo farmaco ha tra le sue premesse quella di agire sulla causa dei crampi mestruali, la dismenorrea, anziché agire unicamente sui sintomi come avviene con gli attuali farmaci. Tra questi i più utilizzati sono gli antinfiammatori, gli antidolorifici e anche i contraccettivi.
Gli scienziati ricordano che a soffrire di questo disturbo sono tra il 45% - 90% delle donne in età fertile e tra i sintomi più comuni vi sono, oltre ai dolori, nausea, vomito, capogiri, sudorazione.
Il solo trattarli con gli odierni farmaci in molti casi non sortisce gli effetti desiderati, anzi è fonte di altri effetti invece indesiderati come disturbi all’apparato digestivo, alterazione dell’umore e altri.
Secondo i ricercatori la causa di questa condizione è un aumento dei livelli nel sangue di un ormone detto vasopressina il quale svolgerebbe un ruolo nella regolazione delle contrazioni dell’utero: un processo che avviene proprio durante il ciclo mestruale. Il dottor Batt ritiene che bloccando questo ormone si potrebbe alleviare la dismenorrea.
Al momento il nuovo farmaco è in fase di sperimentazione nel Regno Unito e negli Stati Uniti ed è stato battezzato VA111913, dopo che una modifica ne ha permesso di essere prodotto in forma di pillola anziché essere somministrato per iniezione. Il farmaco viene testato direttamente su donne affette da dismenorrea e si conta di avere i risultati a disposizione entro la fine dell’anno. Già dai primi test pare si sia dimostrato efficace senza presentare particolari effetti collaterali.
Lo studio è stato presentato al 239° Congresso annuale della American Chemical Society (ACS) con la promessa che se le sperimentazioni daranno i risultati che ci si aspetta, entro quattro anni il nuovo farmaco potrebbe essere disponibile sul mercato.
(lm&sdp)
Fonte: La Stampa







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